Seppur un po’ in ritardo, volevo dedicare due righe sulla
decadenza del “cavaliere” di cui, personalmente, non ho festeggiato, non tanto
per una vicinanza politica o personale, quanto per un’immagine internazionale
del paese.
Lo scorso 27 novembre è stata approvata dal senato la
“non convalida dell’elezione”, ergo
la sua decadenza. In questi ultimi mesi giornali e televisioni non hanno
parlato d’altro, monopolizzando l’informazione sul dibattito cavaliere sì, cavaliere no tralasciando
i reali problemi del paese. Da appassionato di storia sono convinto che “l’era
berlusconiana” (che temo non sia ancora finita) sarà riportata sui
libri in quanto in un modo o in un altro ha segnato un’intera generazione, ma,
purtroppo per lui, non sarà ricordata come un’era “florida” o comunque degna di
nota, ma come un’era dove ha regnato la mediocrità e l’interesse personale.
Conosco molto bene la storia contemporanea, avendo avuto modo di approfondirla
in più contesti, ma soprattutto conosco molto bene la storia politica italiana
degli ultimi sessanta/settant’anni e sono convinto che con la nascita della
“seconda repubblica” non ci sia stato nessun miglioramento e che, quel signore
che da qualche giorno non è più senatore, l’abbia resa più barbara e sporca. Le
conseguenze? I populisti, facendo demagogia e falsa propaganda, in Italia ottengono il 25% dei consensi.
La cosa che oggi più mi stupisce e vedere ancora persone
“fedeli” a Berlusconi, quasi a volerlo divinizzare, e mi sconvolge sentire in
televisione politici che, cercando un appiglio per difenderlo, attaccano
perennemente la magistratura che, con i suoi limiti e difetti, e comunque una
delle massime autorità dello stato.
Non voglio soffermarmi oltre, è stato detto veramente di
tutto su quest’argomento e ogni altro elemento sarebbe superfluo. Per ora ho
fiducia nel governo Letta che, seppur passato alle “piccole intese”, vedo
solido e pronto a fare le riforme necessarie del paese, non essendo più ricattato
da Forza Italia (ex PDL). Inoltre spero che quest’evento crei, o meglio
ripristini, quella dialettica politica basata sui contenuti ideologici delle
singole forze che compongono il parlamento e sui problemi reali del paese,
dimenticando i vari salvacondotti
personali.
Sono convinto che finalmente si potrà parlare di tematiche
vere, tangibili, che ci toccano da vicino, perché appartengono al quotidiano.
Per ora guardo con fiducia al congresso del PD, che mi
sta coinvolgendo sempre di più, invitando tutti a partecipare.